Intelligenza artificiale

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Sto partecipando a un corso di disegno e mi sto rendendo conto che quando disegno in analogico, cioè tenendo la matita e disegnando su carta, è come se mi sentissi guidata da un flusso. Invece se devo disegnare in digitale, quindi utilizzando apparecchi elettronici o addirittura intelligenza artificiale, sento come se ci fosse un blocco, come se questo flusso si interrompesse. Non capisco a questo punto l’utilità dell’intelligenza artificiale.
Tutto ti sta portando a osservare ponendo l’attenzione al flusso. Dunque, quando lasci scorrere la mano, il flusso va; quando utilizzi qualcosa di elettronico, il flusso non va. Ma ti chiedo: il flusso che cos’è?
Energia.
E il foglio di carta che cos’è?
Energia.
La matita?
Energia.
Il dispositivo elettronico?
Energia.
Dunque vedi che è tutto un’illusione. Ciò che ti sta giungendo è solo una comunicazione: di smettere di delegare fuori di te ciò che in Realtà è Te. L’intelligenza artificiale può essere utilissima nella quotidianità, ma per te il messaggio è quello di non delegare fuori ciò che in Realtà è dentro.
Una volta accolto questo e tornata nella tua centratura, quello che è con la carta è con il dispositivo elettronico, quello che tu manifesti in un modo lo manifesterai in un altro. Non c’è nulla di statico: tutto può cambiare se cambia dentro di te, altrimenti non cambierà nulla.
Tratto da una Canalizzazione alla Fonte
effettuata il 12.06.2025
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