Come essere sempre in pace
Come si arriva a uno stato di pace interiore costante?
Tenendo in considerazione che la pace interiore non è un’emozione, (credo) non è come essere felici o tristi. Dunque se sei felice, che è un picco positivo (credo) ci sarà anche un picco di infelicità, perché la vedo come una cosa duale, una cosa di energia che sale e scende. E io vorrei arrivare non a uno status di felicità (che già ho perché non mi manca nulla nella vita, grazie a Dio) ma vorrei arrivare a uno status di pace interiore dove posso solo esprimere amore e benevolenza verso me stesso (che già ho perché mi amo) e il prossimo.
Ma la questione è: come faccio a tenere questo status di pace interiore in maniera costante? Perché so che nel corso della mia vita terrena ci saranno sempre dei conflitti interiori che mi fanno reagire con nervosismo e quant’altro. Credo che sia impossibile essere costantemente in pace (credo).
Tutto ciò che dici è perfetto: la pace interiore non è un’emozione, è uno stato dell’Essere. La felicità, come la tristezza, sono emozioni, dunque sono legate, gestite, alimentate dal corpo emotivo, che è guidato dal corpo mentale. Dunque la differenza è profonda e, come hai compreso, nella dimensione terrena i corpi mentale, emotivo, fisico (ma anche causale, che è il corpo nel quale risiedono i tuoi programmi) continueranno a essere attivi e a agire per permetterti di fare l’esperienza terrena. Tuttavia, come hai già compreso, essere in pace è possibile. La confusione nasce dal ritenere che se sono in pace non provo emozioni: questo non è reale, poiché tu sei inserito in una dimensione duale, terrena attraverso e per mezzo dei tuoi corpi densi. Dunque, dov’è la differenza? La differenza è nella tua determinazione ad allenare la focalizzazione: la focalizzazione al Centro del tuo Centro, la focalizzazione a riconoscerti Essere Divino che proietta fuori di sé ciò di cui ha necessità per Espandere.
Perché tu comprenda: l’emozione della felicità, come l’emozione della tristezza, sono strettamente connesse a quanto avviene al tuo esterno; dunque, c’è qualcosa che accade fuori di me che mi rende felice, e se quel qualcosa non c’è, mi rende triste.
Capisci cosa intendo?
Sì.
Ora, la pace interiore è la presa di consapevolezza che tutto ciò che accade nella vita è una proiezione di quanto è importante che io osservi di me. Dunque, di fronte a un’avversità, che può essere in una relazione o in una situazione, se osservo consapevole che quanto sto osservando è un mio programma, torno immediatamente nella focalizzazione al Centro del mio Centro. Ed è lavorando su quel programma (che se si manifesta è perché è pronto ad essere trasmutato), che io ritrovo la pace interiore, smettendo di tenere la focalizzazione su ciò che accade fuori o su un risultato che voglio ottenere fuori.
È chiaro per te?
Sì.
Dunque è il punto di vista che cambia, e cambiando il punto di vista ti mantieni nella pace. Allora ci saranno sempre eventi che ti lasciano percepire il “picco della felicità”, come eventi che ti lasciano percepire il “picco della tristezza”. Ma tornando al Centro tornerai a sentire la pace dentro di te che lascerà in secondo piano l’attività del corpo emotivo e mentale, poiché tu sarai focalizzato a mantenerti consapevole della tua Divinità.
È chiaro per te?
Sì.
Per fare questo (hai chiesto come fare) ti chiedo: come fa un giovane atleta a diventare un campione?
Con la dedizione, con l’abnegazione, avendo uno status mentale di vita serio, ferreo, che sa cosa serve per poter diventare un campione.
Dunque, tu sei un atleta molto talentuoso, poiché Tu Sei Divino, ma senza l’allenamento il tuo talento rimane “talento”, rimane la tua potenzialità ma non è messo all’opera nella vita di cui hai consapevolezza. Quando scegli di dedicarti a Chi Realmente Sei, e dunque attivare quella dedizione, quell’allenamento quotidiano all’ascolto interiore, progressivamente diventi il campione di te stesso.
È chiaro per te?
Sì.
Dunque il “come” è nello scegliere di tornare al tuo Centro e metterti in ascolto del Silenzio Interiore.
È chiaro per te?
Assolutamente sì. Ne sono consapevole, il bello è quello. Il problema è che questo periodo della mia vita è … diciamo un “mare mosso”, dunque è difficile riuscire a fare anche semplicemente una meditazione, perché arrivo alla sera che sono fisicamente e mentalmente stanco.
Proprio perché è un “mare mosso” hai necessità di trovare la calma. Proprio perché sai già (perché l’hai sperimentato) che è attraverso il Silenzio Interiore che ritrovi pace, proprio per questo sei qui, altrimenti non avresti risposto al richiamo.
È chiaro per te?
Sì.
Ora, ciò a cui hai necessità di staccarti è nella vecchia modalità, poiché sei legato all’idea che per trovare la pace interiore hai necessità di fare meditazione, di stare nel silenzio anche esteriore, di trovare un posto solo tuo senza interferenze dell’illusorio altro. In Realtà il tuo allenamento quotidiano è quello di tornare nel tuo Centro, con la consapevolezza di Essere Uno, mentre vivi la vita. Perché tu comprenda: quando parli con qualcuno e senti montare la rabbia dentro di te, fai un respiro profondo, vai al Centro e lasciati guidare. Solo con l’intenzione di tornare al Centro la tua rabbia scema, la tua carica emotiva si placa; ma lo devi scegliere: devi farti guidare dal Divino che Tu Sei e non dal “piccolo io” che è preda di paure, ansia, rabbia ed esperienze già vissute.
Tratto da una Canalizzazione alla Fonte
effettuata il 14.12.2025
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