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É con l’ESSERE che trovi il FARE

Foto di 中豪 赵 da Pixabay

So perché sono qui, e non so perché sono qui. E già questa è una domanda.

Qui dove?

Qui in questa dimensione fisica in cui ho scelto di stare.

A questa domanda hai dato più volte risposta. La tua confusione nasce dalla scelta di quale corpo ascoltare, poiché ti è giunta risposta dal corpo emotivo, da quello mentale e anche dai corpi sottili. Dunque ho una domanda per te: “Perché sei qui?”.

Qui dove?

Nella dimensione terrena.

Non lo so.

Questa risposta da quale corpo giunge?

C’è molta confusione …

“Non lo so” giunge dal tuo corpo emotivo, poiché emotivamente hai paura di ascoltare la risposta, hai paura di non essere in grado di percepire la risposta. Allora … punta la tua attenzione al Centro del tuo Centro, al tuo Seme Divino, e rispondi:”Perché sono qui?”.

Per giocare … ?

Definisci “giocare”.

Un’esperienza libera.

Questa è la risposta del tuo corpo mentale.
E’ senz’altro un’esperienza, ed è anche un gioco.
Tuttavia, la vivi come un gioco?

No.

Dunque è una risposta mentale, in base a ciò che conosci. Ma tu Sei molto di più: non sei il tuo corpo emotivo, non sei il tuo corpo mentale, anche se sei entrambi. Sei qui come sei altrove, come sei ovunque, perché hai scelto di Espandere, hai scelto dunque di fare esperienza di chi non sei, ricordare Chi Sei e vivere coerentemente con questo.

Puoi spiegarmelo meglio?

Tu sei manifestazione unica e irripetibile del Tutto che compone tutto. Ti percepisci separata, piccola, inadeguata, non abbastanza, ma la tua percezione non è Realtà. Nella Realtà tu Sei l’Energia del Tutto: Energia d’Amore incondizionato che crea ed Espande in continua accelerazione. Fin quando non ti apri a questa Verità, il tuo gioco terreno non sarà un gioco, ma una perenne salita. Tutto ciò che ti appare separato da te è un tuo specchio, un riflesso di ciò che sei pronta ad andare a superare e ad andare oltre. Ogni pesantezza, conflitto, disturbo, problema è un messaggio che ti invita a tornare al centro per riconoscerti. E’ chiaro per te?

Si, questo si.

Hai compreso perché sei qui?

L’ho compreso, ma è come se non mi bastasse. Forse non l’ho compreso.

Cosa vorresti … perché ti bastasse?

Credevo che fosse importante essere al servizio degli altri in un modo che ora mi sono resa conto non avere più senso … o forse è stata solo una cosa mentale. Ma di fatto la mia esperienza mi ha portato a bloccarmi in questo.
Anche se non so se questo è il senso che sto cercando, ora mi sento bloccata, pur facendo dei passi che mi fanno sentire finalmente libera.

Cerchi soluzioni nel “fare” ma tu, come umano, sei nella dimensione terrena per Essere. Il “fare” è una conseguenza, non è lo scopo.
Dunque, ritrovare la tua Divinità al tuo interno è cambiare punto di vista, è ampliare e intensificare la tua emissione di frequenza.
E’ nell’Essere che spontaneamente si crea nella tua vita il “fare” coerente con l’Amore che Sei. Perché tu comprenda: ipotizzare di “fare cose per gli altri” perché mentalmente o emotivamente senti o ritieni che sia il modo giusto di compiere il tuo Cammino, andrà bene per un po’ e poi si bloccherà, poiché tu non sei qui per “fare” ma per Essere. Riportare la tua attenzione al tuo Centro, esprimere al tuo interno l’Amore che Sei, accogliere la Vita in ogni sua forma, in ogni suo messaggio, ti riporta alla pace interiore. Attraverso questa pace le tue azioni andranno spontaneamente verso “l’altro che Sei tu”, in un crescendo di creatività. A uno sguardo superficiale le due azioni sono uguali, ma l’intento interiore è profondamente diverso, perché è con l’Essere che trovi il “fare”, e non con il “fare” che trovi l’Essere. E’ chiaro per te?

Sì, ma ho ancora delle difficoltà.

Che difficoltà? Le difficoltà fanno parte del gioco.
La difficoltà non è impedimento. La difficoltà è uno sprone, ma se tu guardi alla difficoltà come a un muro, essa prenderà la forma di un muro. Se la guardi come a uno scalino, prenderà la forma di uno scalino. Salire uno scalino può sembrare faticoso, ma è alla tua portata. Ma se guardi quello scalino convinta che sia un muro, hai di fronte a te una scelta: abbattere quel muro, scalare quel muro o sederti, appoggiarti a quel muro e restare lì. Tutto decidi tu, perché tutto Sei tu, compreso quello che chiami difficoltà. E’ chiaro per te?

Sì. C’è qualcosa che sto aspettando per andare oltre?

Aspettare è un concetto di resa: poiché ci sei solo tu, stai aspettando te stessa. Solo tu puoi scegliere di agire e cambiare il modo di vedere il tuo Cammino. Non ci sono step, punti di arrivo o di partenza. C’è un fluire o un arrestarsi, e comunque mai un tornare indietro.

Tratto da una canalizzazione alla Fonte
effettuata il 4.9.2020

1 commento

  1. Roberta

    Meraviglia illuminante…!

    Rispondi

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