Non ho una direzione – 1

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Evidentemente non basta avere consapevolezza, conoscere, poiché non trovo la mia strada, anche se provo … ho fatto molte esperienze …
Effettivamente ci sono delle energie da eliminare, dovute proprio a esperienze di vita personale o familiari, come la morte di mamma, la morte di papà …
Mi sento di non essere io, e non sento di avere uno scopo, un fine da perseguire, non trovo una direzione mia in nessun settore della vita. E questa cosa dura da sempre, forse … … sì.
E ultimamente è proprio tanta questa situazione di pesantezza e di malessere, di instabilità, di non sapere … chi sono, cosa devo fare, dove devo andare. Non riesco proprio a quagliare nulla, da un lavoro, da una casa, da un affetto, da un obiettivo, da … così … non ci sono … non c’è una direzione.
Tutto ciò che vivi nella vita è da te creato.
Ed è creato non in modo separato, ma si manifesta in base a ciò che vivi al tuo interno.
Dunque, lo scopo che cerchi, in Realtà, non è legato a un “fare”, ma è legato all’Essere.
Il tuo scopo è quello di fare la più alta esperienza di Chi Realmente Sei, ma in questa fase la tua vista è offuscata, poiché non riconosci Chi Realmente Sei, dunque cerchi nel “fare” di sopperire al vuoto che percepisci, guardando fuori.
In Realtà è riallineando il tuo Sistema alla tua Vera Natura che puoi riprendere l’equilibrio, rimettere in flusso l’energia, ritrovare il tuo orientamento. Lungo il tuo Cammino hai ricevuto molti segnali, e questi segnali ti hanno in qualche modo orientato per riconoscere Chi Sei. Ora tu li osservi attraverso gli occhi del “piccolo io” che si sente limitato, mancante, inadeguato, e dunque, di fronte agli accadimenti della vita, perso, poiché li leggi come contro di te.
In Realtà, se osservi attraverso gli occhi di Chi Realmente Sei, tutti gli accadimenti della tua vita sono indicazioni: la morte di mamma ti parla del morire al concreto della dimensione terrena, dunque di smettere di basare la tua esperienza terrena sulla materia; la morte di papà ti parla del morire a ogni forma di legittimazione, dunque lasciare andare ogni forma di riconoscimento esterno. Perché tu comprenda: è la tendenza a riconoscere il tuo valore da ciò che percepisci all’esterno (gratificazioni, approvazione, stima) che leggi in ciò che appare altro rispetto a te. Dunque non riconosci il tuo valore intrinseco, ma attendi che qualcosa di esterno convalidi quel valore.
Capisci cosa intendo?
[Segue]
.
Tratto da una Canalizzazione alla Fonte
effettuata il 31.01.2026
Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere notifiche sui nuovi contenuti

