Stati di estasi

Foto di Alana Jordan da Pixabay
Una notte ho vissuto uno stato molto bello, di beatitudine, proprio incredibile, talmente bello che non volevo riaddormentarmi. Era di gioia … proprio incredibile, non mi importava di niente, ero talmente felice che …
Ecco: sarà possibile per me ri – raggiungere quello stato e mantenerlo? Perché stare in quello stato è proprio quello che vorrei … che però ho vissuto per pochissimo … mezz’ora. Che cosa devo fare, meditare?
Tornare al Centro del tuo Centro. Ciò che è accaduto e che hai sperimentato è la tua Reale Natura. Dunque hai sperimentato l’Essere Divino che compie l’esperienza terrena in coerenza con la tua Divinità, dunque pace, gioia, presenza.
Al risveglio, (o meglio dire “quando il tuo Sistema si è riposizionato nella consapevolezza del “piccolo io”) ciò che hai vissuto è stato messo al vaglio. L’analisi di ciò che hai provato è avvenuta a livello mentale ed emotivo: “Molto bello, quindi devo fare qualcosa per ottenere quello … Dunque cosa ho fatto? Cosa mi ha portato qui?” di nuovo in causa – effetto. Ed è questa la modalità che sei pronta a lasciare andare: il fatto di mettere tutto in una linea retta di “un prima/dopo, un giusto/sbagliato, un buono/cattivo, un “fare” per ottenere”. Hai solo da lasciare andare e ricordare Chi Sei, e per fare questo di fronte a qualunque accadimento della vita, che sia il dormire, o l’agire la mattina nelle tue faccende quotidiane, posizionarti al Centro del tuo Centro, dunque dare la priorità a ciò che senti nel Profondo e non a ciò che vedi illusoriamente esterno a te.
Capisci cosa intendo?
Insomma … questo sentire nel Profondo … io cosa sento nel Profondo? Molte volte io stessa non è che senta nel Profondo, cioè … nella quotidianità non è facile sentire nel Profondo, no?
Perché sei distratta. In realtà non c’è “facile o difficile”, c’è solo focalizzazione. Quando tu sei focalizzata al Centro del tuo Centro vivi stati di estasi come quello dell’esperienza che hai appena raccontato, perché la tua attenzione è lì. Quando la tua attenzione è presa da altro, non è lì. E dunque ciò che vivi è l’illusione terrena e non la Realtà di Chi Realmente Sei.
È chiaro per te?
Sì, però quel momento è arrivato per caso, cioè io non stavo né meditando né niente, per dire …
Perché non è un “fare”. Vedi che cerchi la “causa” per dare una spiegazione all’effetto? Ma in realtà ciò che è accaduto è che tu hai mollato la presa, hai mollato il controllo. Non hai fatto niente, ma in quell’istante, con il cambio impercettibile di atteggiamento, Chi Realmente Sei è emerso e ha preso il comando.
È chiaro per te?
Sì, sì. Proprio così … sì.
Dunque, è proprio il contrario del “fare”: è smettere di fare, di voler controllare, di voler ottenere.
Tratto da una Canalizzazione alla Fonte
effettuata il 01.02.2026
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