Staticità e stazionamento – 2

[segue il post del 15.08.2026]

Foto di J W. da Pixabay

Volevo chiedere anche la comunicazione legata all’incidente stradale che ho avuto la settimana scorsa. Uscendo dal parcheggio non ho controllato (perché ero stanca e di fretta) e ho toccato col paraurti posteriore il parafango della ruota anteriore destra di una macchina che stava arrivando.

La comunicazione è connessa alla precedente, poiché nel tuo muoverti in autonomia per sperimentare il Divino che tu sei senza condizionamenti terreni [N.d.R.: l’automobile] in Realtà lo fai con stanchezza, esponendoti a un illusorio esterno che ti colpisce.

L’invito per te è quello di tornare al Centro del suo Centro e osservare in cosa non riesci a spostarti dal tuo stazionamento. L’essere ferma e voler uscire dal parcheggio equivale a mantenerti cristallizzata nelle modalità imparate e vissute fin qui.

E quando tenti di uscire, lo fai attendendo che vi sia un illusorio esterno che può dare il risultato. In Realtà è proprio l’illusorio esterno, l’attesa dell’arrivo dell’illusorio esterno che confligge con la tua autonomia, perché non sei più autonoma ma dipendente da ciò che è illusorio.

Tratto da una Canalizzazione alla Fonte
effettuata il 09.06.2025

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