Un dolore che non tace mai

Sto soffrendo di un dolore fisico persistente. So esattamente quello che mi dice. Cerco di accoglierlo costantemente nel silenzio, nell’ascolto, sforzandomi di non giudicarlo, di non aspettarmi niente, facendo quel silenzio che non ha aspettative. Vengo continuamente riportata alla dualità da questo dolore persistente che è in ogni parte del mio corpo, dal respiro fino alla punta dei piedi, nella pelle, nelle ossa, nei muscoli. E’ un dolore assurdo, fortissimo, quindi pur con tanta buona volontà, finisco poi per trovare un senso di confusione e di disperazione.

Stai osservando dalla prospettiva vecchia. Dunque ti chiedo: osserva il dolore alla sua nascita, quando compare, poiché la percezione che tu hai quando lo descrivi è come se questo dolore fosse continuativo, senza un inizio e senza una fine. Ma se ti fermi e osservi, ci sono dei momenti (benché brevi) senza dolore, e poi una ripartenza del dolore.
Capisci cosa intendo?

Sì.

Dunque hai da osservare quando il dolore riparte. Da dove riparte?
Perché è lì la comunicazione per te, è lì il primo indizio per andare oltre. Il lavoro che stai facendo su di te ti ha spostato a un livello di consapevolezza tale che ora le comunicazioni giungono perché tu osservi e prenda consapevolezza del programma che è pronto a essere trasmutato. Ma per fare questo hai necessità di riconoscere il programma, e ogni indizio che tu, nella tua forma non incarnata, ti invii è per te l’occasione per riconoscere quel programma.
È chiaro per te?

Sì.

Dunque, da dove parte il dolore?

Sono tanti. Il fatto è che ne parte uno e quando si cheta ne comincia un altro, senza soluzione di continuità. E’ come se avessi una specie di corpo gonfio, di dolore che non tace mai. Non mi ricordo un giorno che non abbia avuto un dolore. Sto parlando di dolori forti, ed è una cosa che mi mette in crisi perché non ho un giorno in cui posso dire “Oggi non c’è!”: c’è sempre.

È come un’onda. Dunque è come se il mare ti toccasse in quel punto, poi si ritira e l’onda ti tocca in un altro punto. Lo interpreti come “dolore”, quindi negativo, poiché il tuo corpo fisico lo percepisce come tale, il corpo emotivo lo percepisce come tale, il corpo mentale l’ha già giudicato e categorizzato come tale.

Dunque per te è importante liberarti da tutto il vecchio per poterti osservare con occhi puri. Ti invito a osservare che cosa accade quando senti giungere il dolore: che cosa accade a livello emotivo? Che cosa accade a livello mentale? Poiché il corpo causale ti ha inviato il messaggio attraverso quel dolore, e tutto il resto viene fatto dai corpi densi, perché viene giudicato, categorizzato, allontanato e la percezione del dolore viene amplificata.
Capisci cosa intendo?

Tratto da una Canalizzazione alla Fonte
effettuata il 16.11.2025

1- segue

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