Chi decide su Vita e Paradiso

Non so come sarà il paradiso,
ma l’inferno è venuto benissimo.

Mirko Badiale

Non so se tu sei d’accordo con me, ma io sono proprio sicuro che il Paradiso sia un luogo gremito di anime gentili, che un tempo sono stati uomini, animali o piante quaggiù.

Sì, lo so che a scuola e al catechismo ci insegnano che il regno dei cieli è riservato solo a chi è stato uomo o donna sulla Terra, ma io ho i miei dubbi in proposito.

C’è mai stato uno dei nostri insegnanti nell’aldilà?
No, davvero.
E allora come fanno ad esserne poi tanto sicuri?

In tutta onestà credo che in Paradiso ci siano più creature di quanto non s’immagini, dalle api gentili dispensatrici di miele, di cui Gesù stesso si deliziò sulla Terra, alla vite generosa, visitata da colibrì di mille colori, che donano agli uomini il vino, la stessa genuina bevanda servita nell’Ultima Cena a rinsaldare per sempre il legame tra l’umanità intera e Dio.

Non ce la faccio a immaginare l’aldilà senza le curiose giraffe che si aggirano sfaccendate nella savana africana, o i graziosi delfini che nuotano nell’oceano, oppure gli stormi di uccelli che riempiono il cielo volteggiando sul nostro caro e meraviglioso mondo.

Forse avrò torto, ma questa è l’idea che mi sono fatto del regno dei cieli.

Puoi immaginarti un luogo celeste chiamato “Giardino” (questo è ciò che significa in gergo antico la parola Paradiso), dove i fiori non sbocciano tutti insieme a primavera, dove fiumi e ruscelli non sono ricchi di ogni specie di pesci, o dove i prati non sono confortati dall’ombra dei pini maestosi?

Perdonami, ma io non ci riesco.

Così un bel giorno ho deciso che l’aldilà, proprio come la vita, può essere tutto ciò che noi sogniamo che sia, in altre parole che il Paradiso esista e si riempia grazie alla forza e alla bellezza del nostro sogno. […]

Tratto da Stella
di Sergio Bambarèn 

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