Blog Maestr'Ale

Ti chiederai: “Perché chiamare una rubrica in questo modo?”
La risposta in questa breve storia …

“C’era una volta, in un lontano paesetto cinese, un povero contadino che traeva di che vivere da un campicello lavorato assieme al figlio con l’aiuto di un cavallo.

Un giorno il recinto venne lasciato inavvertitamente aperto e il cavallo fuggì. I vicini, appresa la notizia, esclamarono preoccupati: ‘Che sfortuna! Adesso come farai a lavorare?’. Ma con loro grande sorpresa, il contadino seraficamente rispose: ‘Sfortuna? Forse …”.

Dopo qualche settimana il cavallo tornò portandosi dietro una mandria di puledri selvaggi, dal figlio del contadino prontamente rinchiusi nel recinto. I vicini, vedendo tutti quei cavalli, esclamarono: ‘Ognuno di questi animali vale tanto denaro. Che fortuna che hai avuto!’. Ma il contadino, ancor più candidamente, replicò: ‘Fortuna? Forse …’ .

Dopo qualche giorno, mentre il figlio stava domando uno dei cavalli, cadde a terra e si ruppe alcune ossa. I vicini subito esclamarono: ‘Che sfortuna! Adesso come farai con il raccolto?’. Ma il contadino ancora una volta rispose: ‘Sfortuna? Forse …’. I vicini non sapevano più cosa pensare del vecchio. ‘Forse sta uscendo di senno’, pensarono.

Dopo qualche settimana la Cina entrò in guerra e tutti i giovani sani del paesino vennero arruolati e mandati a combattere, ad eccezione del figlio del contadino che venne scartato e lasciato a casa per curarsi. I vicini non ci videro più: ‘Ma che enorme fortuna hai avuto!’, dissero al vecchio. Il quale ancora una volta replicò imperturbabile: ‘Fortuna? Forse …’ ”

Come avrai compreso, questa storiella potrebbe continuare all’infinito.

Ogni giorno ci impegniamo per cercare di fare andare le cose della nostra vita come vorremmo, in una sorta di battaglia senza fine, mentre la Vita – quella con la “V” maiuscola – cerca di facilitarci il Cammino, sospingendoci infaticabilmente verso la meta da noi prescelta nell’atto di incarnazione e fornendoci costanti indicazioni sul come procedere. Che noi ignoriamo, o peggio, valutiamo negativamente.

“Le persone pensano sempre di essere prive di pregiudizi, anche quando è possibile documentare statisticamente che così non è”, afferma George Leovenstein, uno dei massimi esperti mondiali circa il potenziale ruolo del pregiudizio nella costituzione delle opinioni umane.

E se non siamo consapevoli di essere prevenuti, eliminare gli errori che derivano dal pregiudizio può diventare un’impresa molto impegnativa.

Accade così che, col senno di poi, grandi disgrazie siano diventate (e diventino) irripetibili opportunità e viceversa. Scopo di questa rubrica è raccontarle per aiutarci ad adottare il “forse ..” quale prima reazione a ogni accadimento della vita.

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