Da Mukunda a Yogananda

Mukunda Lal Gosh è nato il 5 gennaio 1893 a Gorakhpur nell’India nord-orientale. Paramhansa Yogananda è il suo nome monastico. I suoi genitori erano bengalesi, discepoli di Lahiri Mahashaya. Aveva sette fratelli. Il padre lavorava per la compagnia ferroviaria Bengal-Nagpur, per cui ha abitato in diverse città. A otto anni ha avuto una guarigione miracolosa dal colera asiatico, grazie alle preghiere rivolte all’immagine di Lahiri Mahashaya, che gli ha dato l’ispirazione a cercare Dio, di cui scrive “Egli è gioia eterna e sempre nuova!“.

Quando Yogananda aveva 11 anni, mentre lui e il padre si trovavano a Bareilly, sua madre muore a Calcutta, morte preannunciata da una visione e che lo getta nella prostrazione, finché la Madre divina risponde al suo sconforto e alle sue preghiere: “Sono Io che ho vegliato su di te, vita dopo vita, con la tenerezza di innumerevoli madri; scorgi nel mio sguardo i due occhi neri, i dolcissimi occhi perduti che cerchi”.

La sua fanciullezza trascorre nella ricerca del suo Maestro ed è caratterizzata dai suoi tentativi di fuga verso l’Himalaya, frustrati dalla sorveglianza del fratello maggiore e dal desiderio del padre che studi e metta su famiglia. Finalmente incontra il suo Maestro, Swami Sri Yukteshwar Giri, che era stato discepolo di Lahiri Mahashaya; Yogananda descrive con queste parole il suo incontro con lui “un uomo simile al Cristo, con indosso la veste ocra degli Swami, stava immobile in fondo al vicolo. Mi sembrò immediatamente di conoscerlo e di averlo conosciuto da sempre; per un attimo il mio sguardo si nutri avidamente di lui”. Con sua sorpresa e disappunto, anche Sri Yukteswhar lo spinge a continuare gli studi perché un giorno sarebbe dovuto andare in Occidente e sarebbe stato tenuto in maggior considerazione con un titolo universitario.

Realizza il suo ideale di offrire un’educazione completa ai giovani, iniziando con sette bambini in un piccolo villaggio del Bengala. L’anno successivo, nel 1918, fonda una scuola a Ranchi nel Bihar, con il sostegno del Maharaja di Kasimbazar. Una scuola primaria e secondaria, in cui la maggior parte delle lezioni veniva tenuta all’aperto. Oltre ai programmi tradizionali, ai bambini venivano insegnate tecniche di meditazione e lo Yogoda, un metodo per mantenere in salute il corpo (oggi conosciuto con il nome di Esercizi di Ricarica). Viene invitato a partecipare come delegato indiano all’International Congress of Liberals of America a Boston, il 6 ottobre 1920.

Prima di partire, gli appare in visione Babaji, il Maestro di Lahiri Mahashaya, che gli dice “Tu sei colui che ho scelto per diffondere il Kriya Yoga in Occidente”. Si ferma a Boston per tre anni, tenendo corsi e conferenze pubbliche. In quegli anni, ha anche scritto un libro di poesie “Canti dell’Anima”. Nel 1924, tiene conferenze nelle principali città degli Stati Uniti. Nel 1925, fonda un ashram a Mount Washington, sede della Self Realization Fellowship (SRF). Negli anni tra il 1920 e il 1930 tiene conferenze e lezioni di yoga in moltissime città e dedica alle migliaia di americani che lo hanno seguito il libro “Sussurri dall’eternità”, un libro di preghiere e pensieri spirituali. Ritorna in India per un anno nel 1935, dove visita suo padre e il suo Maestro, Sri Yukteshwar. Durante questo viaggio, provvede anche a riorganizzare la scuola di Ranchi. Sri Yukteshwar muore mentre Yogananda si trova in India e gli appare nel corpo fisico per confortarlo. Rientra a Mount Washington verso la fine del 1936.

Negli ultimi anni della sua vita si dedica soprattutto alla scrittura. Entra nel mahasamadhi, l’uscita cosciente dal corpo fisico, il 6 marzo nel 1952 a Los Angeles, al termine di un discorso da lui pronunciato in onore del l’ambasciatore indiano, Binay R. Sen.
Gli insegnamenti di Yogananda si basano sui principi cardine della filosofia indiana. Il velo di maya, l’illusione, ricopre la realtà ultima, che è la dimensione spirituale. Il nostro scopo nella vita e’ “la realizzazione del Sé”: sollevare il velo di maya e tornare ad immergerci nell’oceano della consapevolezza divina. […]

Tratto da Yogopedia.it

1 commento

  1. Maria Luisa

    Mi piace moltissimo

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