La Divina Inquietudine

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[…] Tutti gli esseri umani passano attraverso stadi di autoconsapevolezza sempre più avanzati che rispecchiano l’adozione di modelli psicologici, emozionali, comportamentali e sociali sempre più alti e illuminati.

Nella prima fase di questo percorso l’uomo è mosso da un’indefinita inquietudine e dal confuso desiderio di dare una svolta alla sua vita (in qualsiasi modo ciò possa essere inteso); vengono spesso meno anche i consueti “punti di riferimento” affettivi, poiché non sempre coloro che lo circondano hanno intrapreso un medesimo cammino di consapevolezza, e vengono pertanto percepiti come “non in sintonia”.

La persona tende allora a ricreare una “famiglia dell’Anima”, collegandosi con chi, come lui, attraversa fasi di dubbio e di ricerca di una spiritualità non dogmatica, in cui la sua ragione venga rispettata, e che dia senso alla sua vita. Egli comincia, in sostanza, a porsi i quesiti esistenziali di tutti i Pensatori, che spesso percepisce in modo doloroso e struggente: “Perché vivo? Perché soffro? Quali leggi regolano l’Universo? Qual è il senso del mio passaggio sulla Terra?”. In uno stadio più avanzato, quando sceglierà di porsi al servizio dell’umanità, l’aspirante – ricercatore si domanderà: “Qual è il mio Compito?”.

Non sarà, naturalmente, compreso!

Infatti, molti troveranno queste sue aspirazioni e questi interrogativi “troppo seri” o “idealistici” o “strani”.
Altri non crederanno alla sua buona fede, ricercando motivazioni recondite alla sua ricerca.
Altri, per timore di essere tratti fuori dall’aula dei giochi e del disimpegno nella quale si attardano, rideranno, o lo derideranno, continuando la loro vita consueta, alla quale non intravedono alternative.
Altri sceglieranno di continuare a trastullarsi con disquisizioni filosofiche o con brillanti conversazioni tra amici sulla “spiritualità” o con gli infiniti modi per “strutturare il tempo”, secondo l’espressione dello psicologo Eric Berne. Essi parlano anche, talvolta, del Sentiero, ma non lo percorrono.

 

Tratto dal libro Sul Sentiero
di Anonimo
www.riflessioni.it

L'EVIDENZA

2 Commenti

  1. Maria Luisa

    Mi ha colpito molto questo articolo e mi rispecchia molto ,credo.Credo che il percorso lo facciamo tutti in solitudine.

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  2. Maria Roberta Colombo

    Certo Maria Luisa, colpisce tutti coloro che sono alla ricerca. Da essa non si torna indietro e “strane coincidenze” ti ricorderanno che non ci devi provare.
    Siamo in molti a percorrere la via nuova, ma altrettanti non lo fanno per egoismo e pigrizia. Soprattutto perchè non hanno gli strumenti per farlo e non cercano nella convinzione che l’imprinting posseduto sia quello giusto, forse il migliore.
    Mi spiace per loro. Noto che qualcuno fa qualche tentativo ma non ci crede abbastanza mancando il processo evolutivo tanto lungo, difficile, impervio quanto meraviglioso.

    Rispondi

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