LA GRANDE EQUAZIONE
Io, l’Universo, Dio

Non esiste alcun inizio
Ogni inizio è un’invenzione
dell’immaginazione umana

“In principio (En arkhè) era il Verbo (Vbr)
e il Verbo era presso Dio
e il Verbo era Dio”
Bibbia – Gv. 1,1

Se il Verbo è Dio,
come può Dio avere un principio?

“In principio Dio disse:
Sia la Luce!
E la Luce fu!”
Bibbia, Genesi 1,1-3

Se Dio è senza limiti,
può esserci un principio per la sua “deità”?

EN ARKHE’
non significa “in principio”
ma
“a fondamento di tutto”

VBR
viene tradotto per assonanza e assimilazione
con “Verbo”
ma in realtà significa
“vibrazione”

“Sia la Luce!”
è l’espressione elaborata dal traduttore
per dare inizio all’Universo.
L’Universo, dunque, inizia?
Da quando e da dove, se è infinito?
Una cosa può essere e non essere (infinito, appunto) contemporaneamente?

E dov’è l’Infinito?
Dove lo si va a cercare?
Non è un’altra contraddizione della mente umana
quella di andare a cercare il non locale
nel locale,
e per di più con strumenti “finiti”?

Esiste solo una Vibrazione,
nel continuo ADESSO e OVUNQUE
dell’Essere sempre presente
nel QUI e ORA che,
proprio per queste caratteristiche,
è Infinito,
come l’Universo,
che ne è la rappresentazione sensorialmente percepibile.

E come rappresentare
qualcosa di non rappresentabile
(l’Infinito, il Divino, il Tutto)?

L’unica risorsa che rimane
è quella di fare ricorso a un simbolo.

E il simbolo dell’Infinito è la doppia spirale.

Doppia spirale o doppio cerchio, o doppia sfera.
O tutti e tre insieme.

Spirale: simbolo di evoluzione ed Espansione
Cerchio: simbolo di Perfezione,
che non ha né inizio né fine.
Sfera: l’unico solido geometrico
che non ha differenze al suo interno
ed è uguale dovunque la si guardi

Perché raffigurarlo in questo modo?
Perché essendo costretti a raffigurare qualcosa
che è SENZA FORMA
la doppia spirale può essere vista
solo con l’occhio del Pensiero

… che è anche l’unico occhio
che può “vedere il Divino”.

Unica struttura al mondo
che è in grado di offrire l’immagine
del ritmo alterno dell’evoluzione e dell’involuzione,
della nascita (costruzione) e della morte (trasformazione),
del tangibile e dell’intangibile
di due eventi, l’uno complementare all’altro che,
senza negarsi a vicenda,
racchiudono in sé il ciclo eterno
del principio della conservazione dell’energia vibrazionale,
così come questo è riconosciuto
anche dalle leggi della fisica tradizionale.

la grande equazione 1

Le due spirali, che sono anche l’indicazione
di un’energia cosmica che agisce in senso inverso
nei due emisferi cerebrali,
che rappresentano le due metà dell’Eterno Androgino,
con i punti intorno ai quali si avvolgono le due spirali
che rappresentano i due poli.

E così nei moti planetari,
nell’azione della Terra
che ruota attorno a se stessa intorno al Sole,
nell’azione dell’energia cosmica
che si identifica con la dualità dello Yin e Yang,
e in tutto ciò che è osservabile
nelle manifestazioni tangibili dell’Universo:
con un primo movimento dinamico di andata
si ha la condensazione nel manifestato,
mentre, simultaneamente,
con un movimento di ritorno nel non manifestato
si verifica la dissolvenza.
Sempre perfettamente simultanei
e contemporaneamente invertibili.
Due processi apparentemente inversi,
che in realtà non sono altro
che due aspetti complementari di un’unica azione.

Come è testimoniato dalle misteriose geometrie
che compongono la natura,
i frattali,
strutture autosomiglianti
che manifestano l’autosomiglianza dell’Uno
che si ripete in coppie di se stesso
in scale e forme differenti
ribadendo ricorsivamente l’Unicità del Tutto.

la grande equazione 3

Per quanto possa essere bizzarra una forma
è tutt’altro che casuale.
Anzi, è così precisa che, in qualunque scala la si analizzi
si trova la stessa struttura ripetuta in tutti i suoi particolari,
in tutte le sue parti.

Ad es.: se si prende l’irregolarità della costa tirrena
e poi si seleziona solo un tratto di questa costa
e lo si ingrandisce,
si ritrova la stessa struttura e lo stesso disegno:
è come se ci fosse un’irregolarità costante
che si ripresenta sempre nello stesso modo.

Tutto in ogni più piccola parte dell’Universo osservabile
ripete il disegno dell’Universo intero
secondo un ‘immensa struttura olografica.
La Vita è una geometria frattale!

Se studiamo la biologia,
scopriamo che tutte le forme viventi
devono scegliere se
diventare frattali o morire“.

Si deve a Galileo Galilei
la scoperta della proprietà fondamentale dell’Infinito:
una parte è identica al Tutto.

E alla domanda del suo allievo
Bonaventura Cavalieri,
“Che cos’è l’Infinito?”
Galileo rispose:

“Dell’Infinito
una parte non è maggiore dell’altra …
Ne si può dire che del numero Infinito
il centomila sia parte maggiore o minore che ‘l due,
se ben quello è cinquantamila volte maggior di questa”.

Dopo 250 anni George Cantor,
considerato universalmente il genio della matematica,
scopre la chiave della soluzione intuita da Galileo,
stabilendo il principio secondo il quale:
“Sommando un infinito a un altro infinito,
non si ottengono due infiniti.
Si ottiene uno e un solo Infinito”.

Tratto dal libro LA GRANDE EQUAZIONE: 
Io, l’Universo, Dio
di Vittorio Marchi

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