Non arrendersi mai: W. Mitchell

È il 19 luglio del 1971 e W Mitchell, che all’epoca aveva 28 anni, sta percorrendo le strade di San Francisco sulla sua moto. Quel giorno però sarebbe successo qualcosa che gli avrebbe cambiato per sempre la vita.

L’impatto con il furgone che lo precedeva è molto violento. Durante la caduta la moto gli schiaccia il bacino. Il tappo del carburante si stacca dal serbatoio riversando benzina sull’asfalto. In un attimo le fiamme avvolgono il corpo del giovane W, che viene portato d’urgenza in ospedale: le possibilità che possa sopravvivere risultano subito assai scarse.

Fortunatamente, dopo molte ore Mitchell riprende conoscenza, ritrovandosi con il 65% del corpo gravemente ustionato. Il volto è completamente sfigurato, la maggior parte delle falangi delle dita non ci sono più. I medici ritengono che sarà difficile che possa camminare nuovamente.
Nonostante tutto, sei mesi dopo l’incidente, W Mitchell riprende a muovere i primi passi in autonomia.

Ma di lì a pochi anni la vita gli avrebbe fatto nuovamente lo sgambetto… e che sgambetto!
È l’11 Novembre del 1975, quattro anni dopo il gravissimo incidente, e ancora qualcosa non va per il verso giusto.

Mitchell dopo i controlli di routine sale su un piccolo aereo per avviare le procedure di decollo. Tutto sembra regolare, l’aeroplano si stacca dalla pista con il piccolo muso puntato verso il cielo.
All’improvviso W si accorge che qualcosa non funziona: il velivolo non risponde ai comandi. Pochi minuti dopo l’aereo comincia a perdere quota e finisce per schiantarsi al suolo.
L’impatto contro le rocce è violento e Mitchell, oltre ad alcune fratture, subisce un grave danno alla spina dorsale. I medici possono fare ben poco: W sarebbe sì sopravvissuto ma non avrebbe mai più camminato.

Cosa fare della propria vita dopo due incidenti di questo tipo?
Com’è possibile trovare la forza di ripartire quando la vita si accanisce con tale violenza?
Nonostante i sedici interventi chirurgici il volto di Mitchell è completamente sfigurato. Le mani sono praticamente prive di dita e il danno alla schiena lo ha paralizzato dalla vita in giù.
Cosa gli rimane allora della sua vita? Com’è possibile andare avanti?

Quando riprese conoscenza, tra le varie domande che s’affollavano nella sua mente, una lo tormentava non poco.

“Che cosa ho fatto per meritarmi tutto questo?”

“Prima di ritrovarmi paralizzato c’erano 10.000 cose che potevo fare. Adesso ce ne sono 9.000. Posso soffermarmi a rimuginare sulle 1.000 che ho perso oppure concentrarmi sulle 9.000 rimaste”. W Mitchell

Mitchell lottò duramente con il corpo e con la mente per riprendere, per quanto possibile, il controllo della propria vita, per riprendere la propria indipendenza.
Pur avendo tutti i motivi per lamentarsi con il mondo intero e con la vita in generale, decise che poteva fare di meglio.
Giorno dopo giorno, passo dopo passo e difficoltà dopo difficoltà, Mitchell è riuscito a “raccogliere i suoi pezzi” e a reinventarsi una nuova vita.

È stato sindaco, imprenditore di successo, candidato al Congresso del Colorado, speaker radiofonico e conduttore televisivo. Ha scritto libri e continua ad essere invitato a grandi eventi e talk show per raccontare la sua toccante storia e per spiegare come sia riuscito, lottando, a vincere le avversità e a non arrendersi mai.

Tratto da un articolo di Marco Camilli
www.upgradeyourmind.it

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

L'EVIDENZA

Inserisci il tuo indirizzo email per ricevere notifiche sui nuovi contenuti

Share This