Positivi? No, realisti!

In ogni casa che ho preso mi sono sentita sempre fuori posto. Non riesco a capire perché abbia questo problema.

In realtà ciò che provi è il richiamo del tuo Vero Sé a riappropriarti in modo definitivo del tuo contesto, del tuo cammino evolutivo. Poiché in ogni nuova fase che vivi è come se lasciassi al tuo interno il beneficio del dubbio che non sia quella la tua strada.
È l’invito per te a “vivere pienamente le tue fasi di espansione nel qui e ora, smettendo di attendere un risultato eclatante”.

È come una resistenza, insomma.

Non è una resistenza vera, ma è un’aspettativa.
Come se attendessi un risultato in ogni cosa che fai, perdendoti la bellezza e la gioia del momento. La pace interiore non è nella meta, ma è nel viaggio. Poiché la meta non esiste. Ogni giorno, ogni scelta, ogni esperienza è la meta, poiché ogni esperienza è un andare oltre rispetto a ciò che hai scelto di vivere in questa dimensione. Dunque non focalizzarti su ciò che manca per sentirti al tuo posto, ma vivi la gioia di ogni piccola grande cosa. Allora scoprirai di essere sempre stata al tuo posto.
E’ chiaro per te?

Ci arriverò a questo, però è molto chiaro.

Inizia a dire “Ci sto arrivando!” poiché il “Ci arriverò” presuppone, di nuovo, un’aspettativa.

Si, bisogna essere positivi.

Più che positivi, realisti. Perché è così che funziona la Realtà nel “qui e ora”.

Tratto da una canalizzazione alla Fonte
effettuata il 3.3.2020

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